Full cost (costo completo)
Il costo di un piatto che include, oltre agli ingredienti, una quota di personale, affitto, utenze e altri costi del locale. Risponde alla domanda: sotto quale prezzo questo piatto fa perdere soldi?
Il food cost guarda solo le materie prime. Il full cost aggiunge tutto il resto, ripartito per piatto o per coperto in base alla struttura dei costi del locale. Nella trattoria da 60 coperti i costi fissi pesano il 46,8% dei ricavi e gli altri variabili il 10,9%: insieme il 57,7%. Ogni euro di ingredienti deve essere venduto ad almeno 2,36 € netti per pareggiare, e a 3,10 € netti per lasciare il 10% di utile.
È il metodo che spiega da dove viene il food cost obiettivo: non da una tabella, ma da quanto pesano affitto e personale in quel locale. Con i fissi al 46,8% e l'utile obiettivo al 10%, il food cost può arrivare al 32,3%. Con i fissi al 55% e gli stessi altri variabili, resta il 24,1%: il 33% della tabella in quel locale non esiste più.
Il full cost non è un prezzo giusto, è un prezzo minimo. Dice sotto quale prezzo il piatto non copre la sua quota di costi; sopra, il prezzo lo decidono il mercato, il posizionamento e il menu engineering. E ha un limite: i costi fissi non li causa il piatto, li causa il locale. Ripartirli è una convenzione utile, non una verità contabile.
Formula
Prezzo netto minimo = Costo della porzione ÷ (1 − Altri costi % − Utile obiettivo %)
Esempio
Tagliata da 6,53 € di ingredienti, altri costi al 57,7%, utile obiettivo al 10%: 6,53 ÷ 0,323 = 20,22 € netti, 22,24 € in carta con IVA al 10%. A 22 € in carta, cioè 20 € netti, la tagliata copre tutti i costi e lascia il 9,7% di utile invece del 10%: sta sotto il full cost di 22 centesimi. Il prezzo di puro pareggio, senza utile, sarebbe 6,53 ÷ 0,423 = 15,44 € netti.
Perché conta: da dove viene il food cost obiettivo
Le tabelle dicono 28-35% per un ristorante con sala. Il full cost dice quale di quei numeri vale per te. La formula si legge al contrario: food cost massimo = 100% − costi fissi % − altri variabili % − utile obiettivo %. Nella trattoria è 100 − 46,8 − 10,9 − 10 = 32,3%. Un locale con l'affitto al 12% invece che al 7,8% ha i fissi al 51%, e il suo food cost massimo scende al 28,1% a parità di tutto il resto.
L'altra cosa che il full cost mostra è chi paga per chi. Nella tabella la carbonara rende 3,96 € sopra il suo prezzo minimo e la pasta al pomodoro 4,77 €, mentre la tagliata sta 22 centesimi sotto: i primi sussidiano la seconda. Non è per forza un errore, perché la tagliata porta 13,47 € di margine lordo contro 7,08 € della pasta al pomodoro; ma va saputo, perché un menu di sole tagliate a quel prezzo non raggiunge l'utile.
Come si calcola
- 1. Prendi il conto economico degli ultimi dodici mesi e calcola l'incidenza sui ricavi netti dei costi fissi (personale, affitto, utenze, ammortamenti, servizi) e degli altri costi variabili (confezioni, commissioni, consumi a coperto).
- 2. Decidi l'utile obiettivo in percentuale dei ricavi. Il 10% è un riferimento ragionevole per un locale con sala.
- 3. Somma le tre percentuali e sottraile da 100: quello che resta è il food cost massimo del locale.
- 4. Per ogni piatto, dividi il costo della porzione per quella percentuale: è il prezzo netto minimo. Moltiplica per 1,10 per il prezzo in carta.
- 5. Confronta con il prezzo in carta attuale. I piatti sotto il minimo vanno riprezzati, riformulati o accettati consapevolmente come richiamo.
Per coperto: l'altro modo di ripartire
La ripartizione in percentuale carica più costi sui piatti più cari. L'alternativa è ripartire per coperto: costi fissi del giorno diviso i coperti del giorno. Nella trattoria i costi fissi sono 577 € al giorno: con 36 coperti a sera, quelli del break even, sono 16 € di costi fissi per ogni cliente; con 60 coperti sono 9,60 €. Ogni cliente deve lasciare quella cifra di margine, oltre al costo di quello che mangia, prima che il locale guadagni.
Questo metodo rende visibile una cosa che la percentuale nasconde: il full cost di un piatto cambia con l'affluenza. La stessa carbonara costa al locale 1,95 € di ingredienti più 16 € di fissi in una sera da 36 coperti, e 1,95 più 9,60 in una da 60. Riempire la sala vale più di qualunque taglio alle ricette: i costi fissi si dividono, non si riducono.
Gli errori più comuni
- Usare il full cost come prezzo di vendita: è il pavimento, non il prezzo. Un piatto venduto al minimo lascia esattamente l'utile obiettivo e niente per gli imprevisti.
- Calcolare le incidenze su un mese solo: un agosto pieno o un febbraio vuoto danno percentuali di costi fissi fuori scala. Servono dodici mesi.
- Dimenticare il compenso del titolare fra i costi fissi: il full cost viene basso e l'utile che sembra avanzare è il suo stipendio.
- Trattare la ripartizione come verità: i costi fissi non cambiano se togli la tagliata dal menu. Il full cost serve a decidere i prezzi, non a decidere cosa tagliare.
Nel gestionale
Il full cost ha bisogno di due cose che un gestionale tiene insieme: il costo aggiornato di ogni ricetta, dalle fatture, e le incidenze dei costi fissi e variabili dalle analitiche del periodo. Con le due, il prezzo netto minimo di ogni piatto si ricalcola quando cambia un ingrediente o quando cambia l'affitto, e i piatti sotto la soglia si vedono in elenco invece che in bilancio.
Tre piatti letti con il full cost (altri costi 57,7%, utile obiettivo 10%)
| Piatto | Ingredienti | Prezzo netto minimo | Prezzo netto reale | Differenza | Food cost |
|---|---|---|---|---|---|
| Tagliata di manzo | 6,53 € | 20,22 € | 20,00 € | −0,22 € | 32,7% |
| Carbonara | 1,95 € | 6,04 € | 10,00 € | +3,96 € | 19,5% |
| Pasta al pomodoro | 1,10 € | 3,41 € | 8,18 € | +4,77 € | 13,4% |
Domande frequenti
Il full cost dice il prezzo giusto di un piatto?
No, dice il prezzo minimo: quello sotto il quale il piatto non copre la sua quota di costi fissi e variabili e l'utile che ti sei dato. Sopra quel minimo il prezzo lo decidono il mercato, il posizionamento del locale e il menu engineering. La tagliata da 6,53 € ha un minimo di 20,22 € netti; in carta può stare a 22 € come a 26 €.
Perché usare il full cost se ho già il food cost?
Perché il food cost dice quanto pesano gli ingredienti, non se il piatto guadagna. Un piatto al 25% di food cost in un locale con i fissi al 60% è in perdita. Il full cost mette insieme ingredienti e struttura del locale e dice, per ogni piatto, da quale prezzo in su si guadagna. È anche il modo di ricavare il food cost obiettivo del tuo locale invece di prenderlo da una tabella.
Come ripartisco i costi fissi fra i piatti?
In due modi. In percentuale dei ricavi: calcoli l'incidenza dei costi fissi e variabili sui ricavi netti degli ultimi dodici mesi e la applichi a ogni piatto, caricando di più i piatti cari. Per coperto: dividi i costi fissi del giorno per i coperti, 577 € ÷ 36 = 16 € a cliente nella trattoria dell'esempio, e ogni cliente deve lasciare almeno quel margine.
Il full cost cambia con il numero di coperti?
Sì, ed è la sua lezione principale. I costi fissi sono gli stessi con 36 o con 60 coperti, ma la quota per cliente passa da 16 € a 9,60 €. Lo stesso piatto, allo stesso prezzo, guadagna in una sera piena e perde in una vuota. Per questo riempire la sala vale più di qualunque taglio alle grammature.
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