FIFO (first in, first out)
La regola di magazzino per cui si usa prima il prodotto entrato prima: in cella il lotto più vecchio sta davanti e si consuma per primo. Riduce gli scaduti e rende l'inventario leggibile.
Il FIFO, first in first out, è una regola fisica prima che contabile. A ogni consegna la merce nuova va dietro quella vecchia, sullo scaffale e in cella, e l'etichetta con la data di arrivo o di apertura rende la rotazione controllabile da chiunque apra il frigorifero. Chi prende il prodotto prende quello davanti, senza dover decidere. È la regola più semplice contro gli scaduti, e la più disattesa alle 19 di sabato.
Dal punto di vista dei costi, il FIFO valorizza i consumi al prezzo dei lotti più vecchi e le giacenze al prezzo più recente. In una cucina con rotazioni di pochi giorni la differenza con il costo medio è piccola; conta di più per cantina, dispensa e surgelati, dove un lotto può restare mesi e i prezzi nel frattempo cambiano.
Il FIFO non è il FEFO. Il FIFO guarda la data di ingresso, il FEFO, first expired first out, guarda la data di scadenza: se il lotto arrivato oggi scade prima di quello arrivato ieri, il FEFO lo mette davanti. Per i freschi con scadenze diverse fra lotti è la regola giusta; il FIFO è la sua approssimazione quando le scadenze seguono gli arrivi, cioè quasi sempre.
Esempio
In cella entrano 10 kg di guanciale a 18 €/kg e, una settimana dopo, altri 10 kg a 19,80 €/kg. Nel mese ne consumi 12 kg. Con il FIFO il consumo vale 10 × 18 + 2 × 19,80 = 219,60 € e gli 8 kg in giacenza valgono 158,40 €, al prezzo nuovo. Con il costo medio (18,90 €/kg) il consumo vale 226,80 € e la giacenza 151,20 €. Stessa cella, 7,20 € di differenza sul food cost del mese.
Perché conta: scaduti, sprechi e inventario che torna
Senza FIFO il prodotto nuovo finisce davanti, perché è lì che il fattorino lo appoggia, e quello vecchio scade dietro. Nella trattoria da 60 coperti, che compra 10.240 € di food e beverage al mese, basta che il 2% della merce scada per cattiva rotazione per perdere 205 € al mese, 2.460 € l'anno: quasi un mese di utile. Il FIFO costa zero e riduce quel numero quasi a zero.
Il secondo effetto è sull'inventario. Se i lotti si consumano in ordine, la giacenza è fatta dei lotti più recenti, le date in cella sono poche e vicine, e la conta di fine mese è veloce. Un magazzino senza FIFO ha cinque date dello stesso prodotto in cinque punti diversi, e la conta diventa una caccia.
Come si fa in pratica in cella
- 1. Alla consegna, etichetta ogni collo con la data di arrivo, oppure verifica che la scadenza stampata sia leggibile sul fronte.
- 2. Sposta indietro quello che c'è, metti davanti il nuovo. Dietro, non sopra: in un ripiano profondo il FIFO si fa da davanti a dietro, mai a strati.
- 3. Un posto per ogni prodotto: se il guanciale sta in due ripiani, due lotti si ignorano a vicenda.
- 4. Prodotti aperti: etichetta con data di apertura e scadenza interna, e davanti a tutto, perché hanno la vita più corta.
- 5. Alla conta di fine mese verifica che i lotti in giacenza siano i più recenti: se trovi un lotto vecchio dietro uno nuovo, il FIFO si è rotto in quel punto.
FIFO, FEFO e costo medio: cosa cambia sui numeri
Per la rotazione fisica FIFO e FEFO coincidono quasi sempre. Divergono sulle preparazioni interne: un ragù fatto oggi con scadenza a tre giorni va davanti a un sottovuoto fatto ieri con scadenza a dieci. In quel caso vale il FEFO, e l'etichetta deve riportare la scadenza, non solo la data di produzione.
Per la valorizzazione, FIFO e costo medio danno food cost di periodo diversi quando i prezzi si muovono: con prezzi in salita il FIFO mostra un consumo più basso e una giacenza più alta, come nell'esempio del guanciale. Non è questione di giusto o sbagliato ma di coerenza: scegli un criterio e tienilo, altrimenti confronti mesi calcolati in modi diversi.
Gli errori più comuni
- Appoggiare la consegna davanti «per ora» e sistemarla dopo. Dopo non arriva mai.
- Impilare a strati: il cartone nuovo sopra quello vecchio è il contrario del FIFO, perché si prende da sopra.
- Lo stesso prodotto in più punti della cella, perché «non c'era spazio»: ogni punto ha il suo FIFO e nessuno li coordina.
- Applicare il FIFO ai freschi e dimenticare cantina e surgelati, dove i lotti restano mesi e i prezzi cambiano.
Nel gestionale
Un gestionale con i lotti registra per ogni prodotto le partite in giacenza con data di ingresso, scadenza e prezzo, e scarica i consumi dal lotto più vecchio. Ne escono due cose che a mano non si fanno: la valorizzazione FIFO del consumo del mese, lotto per lotto, e l'elenco di cosa scade nei prossimi giorni, che è il giro della cella fatto prima di aprire la porta.
Tre regole di magazzino, due scopi
| Regola | Cosa guida | Quando usarla |
|---|---|---|
| FIFO (first in, first out) | La data di ingresso: esce prima quello arrivato prima | Rotazione fisica di tutto il magazzino; valorizzazione dei consumi |
| FEFO (first expired, first out) | La data di scadenza: esce prima quello che scade prima | Freschi e preparazioni interne con scadenze diverse fra lotti |
| Costo medio ponderato | Il prezzo medio dei lotti in giacenza | Solo valorizzazione contabile; non dice cosa prendere dalla cella |
Domande frequenti
FIFO e FEFO: qual è la differenza?
Il FIFO fa uscire prima il prodotto entrato prima; il FEFO fa uscire prima il prodotto che scade prima. Coincidono quasi sempre, perché il lotto arrivato prima di solito scade prima. Divergono sui freschi con scadenze diverse fra consegne e sulle preparazioni interne: lì conta la data di scadenza sull'etichetta, e il FEFO è la regola giusta.
Il FIFO vale anche per il congelatore e la cantina?
Sì, ed è dove conta di più sui costi. In cella i lotti ruotano in pochi giorni; in cantina e nel congelatore un lotto può restare mesi, i prezzi nel frattempo cambiano e un prodotto dimenticato dietro perde qualità anche senza scadere. Stessa regola: nuovo dietro, vecchio davanti, data leggibile.
Il FIFO cambia il food cost del mese?
Rispetto al costo medio sì, quando i prezzi si muovono. Con prezzi in salita il FIFO valorizza il consumo ai prezzi vecchi, più bassi, e la giacenza a quelli nuovi: nell'esempio del guanciale sono 7,20 € di differenza su 12 kg. Su un magazzino intero può valere qualche decimo di punto. L'importante è usare sempre lo stesso criterio.
Come faccio rispettare il FIFO alla brigata?
Rendendolo l'opzione più facile: un posto solo per prodotto, il più vecchio davanti, l'etichetta con la data sul fronte, e lo spazio per mettere il nuovo dietro. Poi un controllo visibile: il giro della cella all'apertura e la conta di fine mese che segnala i lotti vecchi dietro quelli nuovi. Il FIFO si rompe dove manca spazio o tempo, non per cattiva volontà.
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