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Glossario della ristorazione

Beverage cost

L'incidenza percentuale del costo delle bevande sui ricavi delle bevande, al netto dell'IVA. È il food cost applicato a vini, birre, cocktail e caffetteria.

Si calcola come il food cost: costo delle bevande consumate diviso ricavi netti delle bevande. I riferimenti sono più bassi del cibo: 15-25% per le bevande analcoliche, 25-33% per il vino al bicchiere, 18-22% per i cocktail, sotto il 10% per il caffè. La ragione è che il lavoro di banco pesa poco sul costo della singola consumazione.

Le bevande hanno due trappole: le bottiglie aperte e non finite, che vanno contate come consumo, e le dosi libere al banco. Il beverage cost reale si misura con l'inventario del bar come quello della cucina, e con lo stesso confronto fra teorico e reale.

Il beverage cost non è il food cost: le due percentuali si tengono separate perché i margini sono diversi e perché una media unica nasconde i problemi. Un locale con food cost al 34% e beverage al 22% ha un costo del venduto al 30%, ma il 34% in cucina resta un problema che la media non fa vedere.

Formula

Beverage cost % = Costo delle bevande consumate ÷ Ricavi netti delle bevande × 100

Esempio

Bottiglia di vino a 9 € dal fornitore, 5 calici da 150 ml. Calice in carta a 6 €, 5,45 € netti: costo 1,80 €, beverage cost 33%. Se la bottiglia resta aperta e al quinto calice è ossidata, i calici venduti sono 4: il costo per calice sale a 2,25 € e il beverage cost al 41,3%.

Valori di riferimento per categoria

Il vino in bottiglia è la categoria con la percentuale più alta ma anche con il margine in euro più alto: una bottiglia da 15 € venduta a 40 € in carta (36,36 € netti) ha un beverage cost del 41% e lascia 21,36 €, più di dieci calici di analcolico. La percentuale serve a confrontare categorie, gli euro a decidere cosa spingere.

Come si calcola sul mese

  • 1. Conta le bevande in magazzino a inizio mese, al prezzo di acquisto, bottiglie aperte comprese stimate in decimi.
  • 2. Somma gli acquisti di bevande del mese dalle fatture.
  • 3. Conta di nuovo a fine mese: giacenza iniziale più acquisti meno finale è il consumo.
  • 4. Prendi i ricavi delle bevande dalla cassa, separati dal cibo, e togli l'IVA al 10%.
  • 5. Dividi il consumo per i ricavi netti. Confronta con il beverage cost teorico calcolato dalle dosi vendute.

Perché conta: dove scappa il margine al banco

Un bar che versa 5 cl di gin invece di 4 regala il 25% di distillato su ogni cocktail. Su 60 cocktail a sera e un gin da 25 € al litro sono 7,50 € a sera, quasi 200 € al mese per una sola bottiglia. Moltiplicato per tutte le referenze del banco, il beverage cost reale sale di 3-5 punti senza che nessuno abbia rubato niente.

La seconda perdita è l'omaggio non registrato: il caffè offerto, il digestivo di cortesia, l'acqua del personale. Vanno battuti a zero in cassa, altrimenti compaiono nel consumo e non nei ricavi, e il beverage cost sembra alto senza che si capisca perché.

Gli errori più comuni

  • Calcolare sul prezzo in carta con l'IVA dentro: il beverage cost risulta più basso di circa tre punti.
  • Non contare le bottiglie aperte o contarle come intere.
  • Mischiare cibo e bevande in un unico costo del venduto: la media nasconde il problema.
  • Versare a occhio: senza dosatori o jigger il teorico è una finzione.
  • Non registrare omaggi e consumi del personale.

Nel gestionale

Le ricette dei cocktail e le dosi per calice si trattano come ricette di cucina: ingrediente, quantità, prezzo dall'ultima fattura. Con le vendite per voce dalla cassa, il beverage cost teorico del mese si calcola da solo e il conteggio della cantina da telefono chiude il reale. Lo scostamento fra i due, referenza per referenza, dice quale bottiglia sta perdendo.

Beverage cost di riferimento al netto dell'IVA

CategoriaBeverage costCoefficiente equivalente
Caffetteria5-10%× 10 e oltre
Bevande analcoliche e acqua15-25%× 4-6
Birra alla spina20-25%× 4-5
Cocktail18-22%× 4,5-5,5
Vino al bicchiere25-33%× 3-4
Vino in bottiglia30-40%× 2,5-3,3

Domande frequenti

Qual è il beverage cost ideale di un bar?

Fra il 18% e il 25% sul totale delle bevande, con il caffè sotto il 10%, analcolici al 15-25%, cocktail al 18-22% e vino al bicchiere al 25-33%. Un'enoteca o un locale con molte bottiglie avrà una percentuale più alta ma margini in euro superiori.

Il beverage cost si calcola con o senza IVA?

Senza. I ricavi delle bevande vanno divisi per 1,10 prima di fare il rapporto, perché la somministrazione è al 10%. Il costo di acquisto è già al netto dell'IVA sulle fatture. Calcolare sul lordo abbassa il risultato di circa tre punti e fa sembrare sano un banco che non lo è.

Come si contano le bottiglie aperte nell'inventario?

In decimi: una bottiglia a metà vale 0,5. Per i distillati basta il colpo d'occhio con una scala stampata; per il vino al bicchiere la regola è segnare la data di apertura e contare come consumo quello che si butta. Senza questo conteggio il beverage cost reale è sottostimato.

Perché il vino ha un beverage cost più alto dei cocktail?

Perché il cliente conosce il prezzo della bottiglia in enoteca e non accetta ricarichi oltre 2,5-3 volte, mentre su un cocktail non sa quanto costano i 4 cl di gin. Il vino compensa con il margine in euro: una bottiglia lascia 20 € e più, un cocktail 6-8 €.

Questi numeri, sul tuo locale

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