Logo
Home
Piani
Contatti

Glossario della ristorazione

TMC (termine minimo di conservazione)

La data fino alla quale un alimento conserva le sue proprietà specifiche se conservato correttamente: si scrive «da consumarsi preferibilmente entro». Superarla non rende l'alimento pericoloso.

Il TMC riguarda la qualità, non la sicurezza: dopo la data il prodotto può aver perso fragranza, croccantezza o consistenza, ma non è vietato venderlo o consumarlo, a differenza di quanto accade con la data di scadenza. Lo definisce il Regolamento (UE) 1169/2011 sulle informazioni al consumatore, che all'articolo 9 lo elenca fra le indicazioni obbligatorie e all'articolo 24 lo distingue dalla data di scadenza.

Si usa su prodotti stabili: pasta, riso, conserve, biscotti, olio, caffè, surgelati. La dicitura è «da consumarsi preferibilmente entro» seguita dalla data, oppure «da consumarsi preferibilmente entro fine» quando la data è indicata con mese e anno o solo con l'anno. Se il TMC riporta almeno giorno e mese, può svolgere anche la funzione di lotto ai sensi della Direttiva 2011/91/UE.

Il TMC non è la data di scadenza, che si scrive «da consumare entro», riguarda i prodotti deperibili e segna il limite oltre il quale il prodotto non va più usato. E non è il lotto, che identifica una partita di produzione e non ha nulla a che fare con la durata. I tre dati convivono sulla stessa etichetta e rispondono a tre domande diverse.

TMC e data di scadenza: la differenza che conta

La differenza è nella conseguenza. Un pacco di pasta con TMC superato da una settimana si può usare: al massimo ha perso qualcosa in tenuta di cottura. Un vasetto di yogurt con data di scadenza superata non si usa. Per la cucina questo vuol dire due gestioni diverse: il TMC superato va valutato (aspetto, odore, confezione integra) e il prodotto va usato presto; la scadenza superata va buttata e registrata come spreco.

In cella e in dispensa la regola pratica è la stessa per entrambi: il lotto con la data più vicina esce per primo. Cambia solo cosa succede quando la data arriva.

Come si gestisce in cucina

  • Al ricevimento, controlla che la data sia leggibile e coerente con la durata attesa: una conserva con TMC a due mesi è stata ferma troppo dal fornitore.
  • Stocca con la data più vicina davanti: il FIFO vale sulla dispensa secca come sulla cella.
  • Fai una lista mensile dei prodotti a TMC vicino e usali per primi, o non riordinarli finché non sono finiti.
  • A TMC superato, valuta il prodotto prima di usarlo e usalo in preparazioni cotte, non in quelle in cui la fragranza conta.
  • Una volta aperto il prodotto, il TMC non vale più: scrivi la data di apertura e la durata interna sull'etichetta.

Il TMC come lotto

La Direttiva 2011/91/UE permette che il TMC o la data di scadenza facciano da lotto quando riportano almeno giorno e mese. Per il ristorante vuol dire che su molte confezioni non c'è una riga «lotto» separata: il lotto da annotare per la tracciabilità è la data stessa. Nelle registrazioni di ricevimento e sulle etichette interne delle preparazioni va quindi copiata la data completa, non solo il mese.

Gli errori più comuni

  • Buttare prodotti a TMC appena superato come fossero scaduti: pasta, riso e conserve integri sono utilizzabili, e sono spreco se finiscono nell'umido.
  • Trattare un TMC come una scadenza su un prodotto aperto: la data stampata non vale più dopo l'apertura, serve la durata interna.
  • Non annotare la data completa come lotto quando il lotto non è indicato a parte: in caso di ritiro non si risale alla partita.
  • Ordinare in base al prezzo e non alla data: un bancale di conserve in offerta con TMC a tre mesi non si consuma in tempo.

Nel gestionale

Con il TMC o la scadenza registrati per lotto al ricevimento, la dispensa si legge per data: cosa sta per arrivare al termine, cosa non riordinare, quale lotto usare prima. La stessa data finisce nelle etichette delle preparazioni interne che usano quel lotto, e la tracciabilità all'indietro è automatica.

TMC, data di scadenza e lotto a confronto

IndicazioneDicituraCosa diceDopo la dataRiferimento
TMC«Da consumarsi preferibilmente entro»Fino a quando il prodotto conserva le sue proprietàQualità non garantita, ma uso consentitoReg. (UE) 1169/2011, art. 9 e 24
Data di scadenza«Da consumare entro»Il limite di sicurezza dei prodotti deperibiliNon si vende e non si usaReg. (UE) 1169/2011, art. 24
Lotto«Lotto» o «L» seguito dal codiceQuale partita di produzione èNon c'entra con la durata: serve al ritiroDirettiva 2011/91/UE

Domande frequenti

Si può usare un prodotto dopo il termine minimo di conservazione?

Sì. Il TMC indica fino a quando il prodotto conserva le sue proprietà specifiche se conservato correttamente; superarlo non lo rende pericoloso e non ne vieta l'uso. Va valutato con buon senso: confezione integra, aspetto e odore normali. È il contrario della data di scadenza («da consumare entro»), oltre la quale il prodotto non si usa.

Qual è la differenza fra TMC e data di scadenza?

Il TMC («da consumarsi preferibilmente entro») riguarda la qualità e si usa sui prodotti stabili: pasta, conserve, olio, surgelati. La data di scadenza («da consumare entro») riguarda la sicurezza e si usa sui prodotti deperibili: latte fresco, carne, pesce, yogurt. Dopo il TMC il prodotto si può ancora usare; dopo la scadenza no. Entrambi sono definiti dal Regolamento (UE) 1169/2011.

Il TMC può sostituire il numero di lotto?

Sì, quando riporta almeno giorno e mese: la Direttiva 2011/91/UE lo prevede. In quel caso sulla confezione non c'è una riga «lotto» separata e, per la tracciabilità, la data completa è il lotto da annotare al ricevimento e sulle etichette interne. Se il TMC riporta solo mese e anno, il lotto deve essere indicato a parte.

Il TMC vale anche dopo l'apertura della confezione?

No. Il TMC vale per il prodotto chiuso e conservato come indicato. Una volta aperto, il prodotto ha una durata più corta che va fissata dal piano di autocontrollo del locale, o dal produttore se la indica in etichetta, e scritta sul contenitore insieme alla data di apertura. Un vasetto di pesto con TMC a un anno non dura un anno in frigorifero dopo l'apertura.

Questi numeri, sul tuo locale

Qubi collega ricette, fatture dei fornitori, inventario e vendite, e tiene aggiornati food cost, margini e scadenze senza fogli di calcolo.