Logo
Home
Piani
Contatti
Torna al Blog

Lotto di produzione e data di scadenza: differenze e obblighi

Lotto di Produzione
Data di Scadenza
TMC
Tracciabilità Alimentare
HACCP
Etichettatura Alimenti
Lotto di produzione e data di scadenza: differenze e obblighi
7 min di lettura

13 ottobre 2026

Lotto di produzione e data di scadenza non sono la stessa cosa. Il lotto identifica una partita prodotta, fabbricata o confezionata in condizioni praticamente identiche; la data di scadenza indica invece il limite oltre il quale un alimento molto deperibile può diventare pericoloso. Il termine minimo di conservazione, o TMC, riguarda la qualità del prodotto e non va confuso con la scadenza.

C'è però un caso in cui le indicazioni si incontrano: se il TMC o la data di scadenza riportano chiaramente almeno il giorno e il mese, possono svolgere anche la funzione di identificazione del lotto. È l'eccezione prevista dall'articolo 5 della Direttiva 2011/91/UE.

Questa guida riguarda le indicazioni sugli alimenti immessi sul mercato. Per le preparazioni che restano dentro una cucina professionale contano anche il piano di autocontrollo, le procedure definite dall'operatore e le prescrizioni dell'autorità competente. I due piani non vanno sovrapposti.

Lotto, TMC e data di scadenza: le differenze

IndicazioneChe cosa comunicaFormula tipicaDopo la data
Lotto di produzioneQuale partita ha generato quella confezioneL 2026-286-ANon stabilisce da solo se il prodotto sia consumabile
TMCFino a quando il prodotto conserva le proprietà previste«Da consumarsi preferibilmente entro…»Il superamento non rende automaticamente l'alimento pericoloso
Data di scadenzaTermine per alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico«Da consumare entro…»Dopo la data l'alimento non va commercializzato né consumato

Il Regolamento (UE) 1169/2011, all'articolo 9, disciplina le informazioni obbligatorie da fornire al consumatore, fra cui TMC o data di scadenza. Il lotto è invece disciplinato dalla Direttiva 2011/91/UE: citarli insieme è corretto, attribuirli alla stessa norma no.

Che cos'è il lotto di produzione

La Direttiva 2011/91/UE definisce il lotto come un insieme di unità di vendita prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche. La sua utilità è operativa: permette di circoscrivere una verifica, un richiamo o un ritiro ai prodotti che condividono la stessa partita.

Il lotto viene determinato dal produttore, dal fabbricante, dal confezionatore o, per un alimento importato, dal primo venditore stabilito nell'Unione. Non esiste un unico formato obbligatorio: deve però consentire all'operatore di ricostruire in modo affidabile la partita a cui appartiene il prodotto.

Un codice come L 2026-286-A può indicare, secondo una regola documentata dall'azienda:

  • 2026: anno di produzione;
  • 286: giorno progressivo dell'anno;
  • A: linea, sede o turno di produzione.

Il significato concreto lo decide l'operatore. La regola deve essere stabile, comprensibile a chi lavora e collegata alle registrazioni delle materie prime.

Il lotto è sempre obbligatorio?

La regola generale è che l'alimento commercializzato sia accompagnato da un'indicazione che permetta di identificarne il lotto. La Direttiva prevede alcune eccezioni, fra cui:

  • prodotti agricoli che, all'uscita dall'azienda, seguono determinati flussi verso depositi, centri di preparazione o organizzazioni di produttori;
  • alimenti non preimballati nel punto vendita, confezionati su richiesta del cliente o preimballati per la vendita immediata;
  • confezioni o recipienti la cui superficie maggiore è inferiore a 10 cm²;
  • porzioni singole di gelato, quando il lotto figura sull'imballaggio globale;
  • alimenti sui quali TMC o scadenza indicano chiaramente almeno giorno e mese, in quest'ordine.

L'ultima eccezione è quella che genera più dubbi. Una data come 13/10/2026 identifica una giornata precisa e può sostituire il codice lotto. Una data come 10/2026, invece, non contiene il giorno e non soddisfa quella condizione.

La lettera L davanti al lotto è obbligatoria?

La lettera L deve precedere il codice quando serve a distinguerlo dalle altre informazioni presenti sull'etichetta. Può essere omessa se l'indicazione del lotto è già chiaramente riconoscibile come tale.

In pratica, scrivere L 2026-286-A evita ambiguità. Un numero isolato come 28626 può invece essere confuso con una data, un codice articolo o un codice interno. Qualunque formato si scelga, l'indicazione deve restare visibile, leggibile e indelebile.

Data di scadenza e TMC: quando usare l'una o l'altro

La data di scadenza è destinata agli alimenti rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico che, dopo un breve periodo, possono costituire un pericolo immediato per la salute. La formula è «da consumare entro» e deve essere accompagnata dalle condizioni di conservazione da rispettare.

Il termine minimo di conservazione riguarda invece il periodo durante il quale l'alimento mantiene le sue proprietà specifiche se conservato correttamente. La formula è «da consumarsi preferibilmente entro» oppure «da consumarsi preferibilmente entro fine» nei casi previsti dalla norma.

La scelta non può dipendere dallo spazio disponibile sull'etichetta. Dipende dalle caratteristiche del prodotto, dal processo, dal confezionamento e dalle condizioni di conservazione. Per una nuova preparazione o un prodotto destinato alla vendita, la durata va validata con competenze adeguate e documentata; non si copia automaticamente quella di una ricetta simile.

Lotti e preparazioni interne in ristorante

Un contenitore che resta nella cucina del ristorante non è automaticamente un alimento preimballato destinato al consumatore. Le informazioni necessarie per identificarlo derivano dal sistema di autocontrollo, dall'analisi dei rischi, dalle procedure operative e dalle eventuali prescrizioni locali.

Nella pratica, una buona etichetta interna permette almeno di riconoscere:

  • la preparazione;
  • quando è stata prodotta o aperta;
  • il termine o la regola di utilizzo definita dall'operatore;
  • le condizioni di conservazione;
  • il collegamento alle materie prime o alla registrazione di produzione, quando previsto dal processo.

Non è corretto trasformare questa buona prassi in una lista di obblighi uguale per qualsiasi alimento e attività. Il contenuto va deciso nel piano di autocontrollo. Il software HACCP per ristorante serve a rendere quella procedura ripetibile, non a sostituire la valutazione del rischio.

Come gestire lotto e scadenza senza trascrizioni manuali

Il problema non è inventare un codice: è conservare il collegamento fra fornitore, materia prima, quantità ricevuta, produzione e prodotto finito. Quando questi dati vivono in fogli diversi, una singola trascrizione sbagliata spezza la catena.

Con la gestione di lotti e scadenze di Qubi ogni partita resta distinta per articolo, quantità, provenienza e scadenza. Quando si produce, il codice e i dati già registrati possono alimentare la stampa delle etichette, riducendo le copie manuali e rendendo più rapida la ricerca in caso di controllo.

L'automazione aiuta soltanto se la regola di partenza è corretta: formato del lotto, durata, conservazione e responsabilità devono prima essere definiti e documentati dall'operatore.

Fonti normative

Le norme prevedono eccezioni e disposizioni specifiche per determinate categorie di alimenti. Per decidere il contenuto di un'etichetta reale, vanno considerati prodotto, modalità di vendita e procedure dell'attività.

Domande frequenti

La data di scadenza può sostituire il lotto?

Sì, quando la data di scadenza o il TMC indicano chiaramente almeno il giorno e il mese, in quest'ordine. Una data che mostra soltanto mese e anno non soddisfa questa condizione prevista dall'articolo 5 della Direttiva 2011/91/UE.

Lotto e data di produzione sono la stessa cosa?

Non necessariamente. Una data completa può essere usata come lotto se identifica senza ambiguità la partita, ma un lotto può includere anche turno, linea, sede o un progressivo. La regola viene definita dall'operatore.

Il lotto deve sempre iniziare con la lettera L?

La L è richiesta salvo quando il codice è già chiaramente distinguibile dalle altre indicazioni in etichetta. Usarla resta il modo più semplice per evitare che il lotto venga confuso con una data o con un codice articolo.

Qual è la differenza tra TMC e data di scadenza?

Il TMC indica fino a quando l'alimento conserva le proprietà previste; la data di scadenza si usa per alimenti molto deperibili che, dopo quella data, possono costituire un pericolo. Per questo usano formule diverse e non sono intercambiabili.

Chi decide il codice del lotto di produzione?

Lo determina il produttore, il fabbricante, il confezionatore o il primo venditore stabilito nell'Unione per gli alimenti importati. Il formato è libero, ma deve permettere di identificare e ricostruire la partita in modo affidabile.