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Glossario della ristorazione

Punto di riordino

La giacenza alla quale va fatto l'ordine perché la merce arrivi prima che finisca: consumo medio giornaliero per i giorni di consegna, più una scorta di sicurezza. Si calcola per articolo, dal consumo reale.

Il punto di riordino risponde a una domanda sola: a che livello di giacenza devo ordinare? La risposta dipende da quanto consumi al giorno e da quanti giorni passano fra l'ordine e la consegna. Se in quei giorni consumi 8 kg e ne hai 8 in cella, arrivi all'osso; la scorta di sicurezza è il margine per i ritardi e i picchi.

Non è la quantità da ordinare, che dipende da quanto tempo vuoi coprire fino al prossimo ordine, e non è la scorta minima, che è solo uno dei suoi addendi. È il segnale: sotto questo numero si ordina, sopra no. Senza il segnale l'ordine si fa a sensazione, e la sensazione sbaglia in entrambe le direzioni.

Si calcola dal consumo, non dagli acquisti. Gli acquisti dicono quanto hai comprato, che include quello che è ancora in cella e quello che hai buttato. Il consumo viene dall'inventario o dalle vendite per piatto moltiplicate per le grammature delle ricette.

Formula

Punto di riordino = Consumo giornaliero × Giorni di consegna + Scorta di sicurezza

Esempio

La cucina usa 4 kg di fiordilatte al giorno e il fornitore consegna in due giorni: 4 × 2 = 8 kg, più un giorno di scorta di sicurezza, 4 kg. Il punto di riordino è 12 kg: sotto i 12 kg si ordina. Se la cella ne ha 13, si aspetta; se ne ha 11, l'ordine parte oggi.

Perché conta in un ristorante

Le due cose che il punto di riordino evita costano entrambe. La rottura di stock a metà servizio è un piatto tolto dalla carta, spesso una stella del menu, e una corsa al supermercato a prezzo doppio. L'ordine «per sicurezza» è cassa ferma e prodotto che scade: gli sprechi valgono il 4-10% degli acquisti, e la prima causa sono gli ordini fatti a sensazione.

Una cucina che ordina sul punto di riordino tiene la giacenza media più bassa a parità di servizio. Sulla trattoria dell'esempio la giacenza media è 4.400 € per 11.400 € di consumo mensile: portarla a 3.800 € libera 600 € di cassa una volta per tutte e riduce gli scaduti.

Come si calcola, articolo per articolo

  • Misura il consumo giornaliero medio dell'articolo su almeno quattro settimane, dall'inventario o dalle vendite per piatto moltiplicate per le grammature.
  • Conta i giorni fra l'ordine e la consegna del fornitore, compresi i giorni in cui non consegna: un ordine fatto il venerdì per il lunedì sono tre giorni.
  • Dimensiona la scorta di sicurezza sul rischio: un giorno di consumo per il fresco con consegna quotidiana, due o tre per il secco con consegna settimanale o per gli articoli con picchi nel fine settimana.
  • Somma: consumo × giorni di consegna + scorta. Scrivi il numero accanto all'articolo nella lista della spesa.
  • Quando la giacenza scende sotto il punto, ordina la quantità che copre fino al prossimo ordine: consumo giornaliero × giorni fra due ordini + scorta − giacenza attuale.
  • Rifai il calcolo quando cambia il consumo: fra inverno ed estate, a ogni cambio di carta, dopo un mese in cui le vendite sono cambiate di oltre il 20%.

Gli errori più comuni

  • Calcolare il consumo dagli acquisti invece che dall'inventario: include gli sprechi e ti fa ordinare sprechi.
  • Un punto di riordino uguale per tutti gli articoli: il pesce ha due giorni di vita, la pasta due anni.
  • Dimenticare la scorta di sicurezza sui giorni di chiusura del fornitore: l'ordine del sabato arriva martedì.
  • Mettere il punto di riordino troppo alto «per stare tranquilli»: è lo stesso ordine a sensazione con un numero sopra.
  • Non aggiornarlo mai: il punto calcolato a gennaio con 30 coperti a sera non regge luglio con 60.

Nel gestionale

Il punto di riordino si tiene per articolo, con il consumo calcolato dalle vendite e dalle ricette e la giacenza aggiornata dai carichi e dall'inventario. La lista della spesa si compila da sola con gli articoli scesi sotto il punto e la quantità da ordinare, divisa per fornitore. La parte che resta a chi ordina è guardare la lista e togliere o aggiungere in base a quello che sa della settimana, per esempio una prenotazione da trenta.

Punti di riordino per tre articoli di una cucina che fa 40 carbonare e 40 pizze a sera

ArticoloConsumo al giornoGiorni di consegnaScorta di sicurezzaPunto di riordino
Fiordilatte4 kg24 kg (1 giorno)12 kg
Guanciale1,8 kg31,8 kg (1 giorno)7,2 kg
Spaghetti4 kg78 kg (2 giorni)36 kg

Domande frequenti

Come si calcola il punto di riordino di un ingrediente?

Consumo giornaliero medio per i giorni di consegna del fornitore, più una scorta di sicurezza. Con 4 kg al giorno di fiordilatte, consegna in due giorni e un giorno di scorta: 4 × 2 + 4 = 12 kg. Quando la giacenza scende sotto i 12 kg si ordina. Il consumo va preso dall'inventario, non dagli acquisti.

Che differenza c'è fra punto di riordino e scorta minima?

La scorta minima è la quantità sotto cui non vuoi mai scendere, tenuta per coprire ritardi e picchi. Il punto di riordino è la scorta minima più quello che consumi mentre aspetti la consegna. Nell'esempio del fiordilatte la scorta minima è 4 kg, il punto di riordino 12 kg: si ordina a 12 perché la merce arrivi quando sei a 4.

Quanta scorta di sicurezza serve?

Un giorno di consumo per gli articoli freschi con consegna quotidiana e fornitore puntuale; due o tre giorni per il secco con consegna settimanale o per gli articoli che hanno picchi nel fine settimana. Per il fresco non ha senso una scorta più lunga della vita del prodotto: tre giorni di scorta su un prodotto che ne dura quattro finiscono nell'umido.

Ogni quanto va ricalcolato il punto di riordino?

Quando cambia il consumo in modo stabile: fra stagioni, a ogni cambio di carta, dopo un mese in cui i coperti sono cambiati di oltre il 20%. Non va cambiato per una settimana strana. Se il gestionale calcola il consumo dalle vendite, il punto si aggiorna da solo e il controllo si riduce a guardare che le quantità proposte abbiano senso.

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