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Glossario della ristorazione

Upselling

Proporre al cliente una versione superiore di ciò che sta ordinando: la bottiglia invece del calice, la bufala invece del fiordilatte, il formato grande. Alza lo scontrino medio senza aggiungere coperti.

L'upselling è l'upgrade di una scelta già fatta. Il cliente ha ordinato la margherita: la bufala al posto del fiordilatte è upselling. Ha ordinato un calice: la bottiglia è upselling. Non aggiunge righe al conto, ne alza una. È il fratello del cross-selling, che invece aggiunge righe (il contorno, il dolce, il caffè), e i due si leggono insieme nello scontrino medio.

L'upselling funziona in carta prima che in sala: le aggiunte e le varianti scritte con il prezzo (bufala +2,00 €, burrata +3,00 €) si vendono da sole, quelle lasciate alla discrezione del cameriere si regalano. Le aggiunte si prezzano al triplo del loro costo: 0,70 € di bufala in più diventano 2,00 € in carta, e il margine dell'upgrade è più alto di quello del piatto base.

Il controllo è sui numeri: percentuale di ordini con upgrade, per piatto e per cameriere. Un upselling buono si vede nello scontrino medio e nel margine; uno cattivo si vede nelle recensioni, perché il cliente che si sente spinto non torna. La differenza sta nel proporre una cosa migliore, non una cosa più cara.

Formula

Tasso di upselling = Ordini con upgrade ÷ Ordini del piatto × 100; Margine dell'upgrade = Prezzo netto dell'aggiunta − Costo aggiuntivo

Esempio

Margherita da 7 € in carta: fiordilatte 100 g a 0,70 €, food cost 16,4%. La versione con bufala costa 0,70 € in più di ingredienti e si vende a +2,00 €, cioè 1,82 € netti: margine aggiuntivo 1,12 € a pizza. Su 1.143 coperti al mese, se un cliente su cinque sceglie la bufala, sono 229 upgrade, 417 € netti di ricavi in più e 256 € di margine, senza un coperto in più e senza toccare il prezzo della margherita.

Perché conta in un ristorante

Un coperto in più costa marketing, posti a sedere e lavoro in cucina. Un upgrade costa solo la differenza di ingredienti. Nella trattoria dell'esempio, 256 € di margine al mese da un upgrade su cinque pizze sono l'8% dell'utile mensile, ottenuti scrivendo una riga in carta. Moltiplicato per quattro o cinque upgrade ben scelti (il formaggio, la bottiglia, il taglio, il dolce al cucchiaio nella versione grande) diventa la leva più economica sul margine.

Il secondo effetto è sul food cost: l'upgrade con costo 0,70 € e prezzo 1,82 € netti ha un food cost del 38%, più alto della margherita, ma un margine in euro che la margherita da sola non dà. Il margine si incassa in euro, non in percentuale.

Come si fa in pratica

  • Scrivi le varianti in carta con il prezzo dell'aggiunta, accanto al piatto base: «con bufala +2,00 €». Chi legge sceglie da solo.
  • Prezza l'aggiunta al triplo del suo costo di ingredienti: 0,70 € di bufala, 2,00 € in carta. Sotto il doppio non vale la riga; sopra il quadruplo il cliente lo nota.
  • Dai alla sala una proposta per piatto, non un copione: «la volete con la bufala?» alla margherita, «una bottiglia per il tavolo?» al secondo calice.
  • Misura ogni settimana il tasso di upgrade per piatto e per cameriere: se un cameriere sta al 30% e un altro al 5%, la differenza è formazione.
  • Togli gli upgrade che nessuno sceglie dopo un mese: una riga in carta che non vende confonde la lettura.

Upselling e cross-selling: la differenza

L'upselling alza il valore di una riga; il cross-selling ne aggiunge una. La bufala al posto del fiordilatte è upselling; il dolce dopo la pizza è cross-selling. In carta si fanno in due modi diversi: l'upselling con le varianti a prezzo accanto al piatto, il cross-selling con la posizione dei contorni e dei dolci e con la proposta in sala. Nello scontrino medio si sommano, ma vanno misurati separati: se lo scontrino sale, è utile sapere se si vendono più dolci o più bufale.

Gli errori più comuni

  • Lasciare le aggiunte senza prezzo in carta: la sala le regala o le prezza a caso, e il cliente le contesta sul conto.
  • Proporre l'upgrade come pressione: «la bufala è molto meglio» funziona una volta, poi il cliente non torna.
  • Prezzare l'aggiunta al costo: bufala +0,80 € copre gli ingredienti e non il lavoro di avere due formaggi in frigo.
  • Non misurare: senza il tasso di upgrade per piatto non si sa quale variante tenere e quale togliere.

Nel gestionale

Con le varianti registrate come righe della ricetta, ogni upgrade ha il suo costo e il suo margine, e il menu digitale le mostra con il prezzo accanto al piatto. Le vendite importate dalla cassa dicono quante margherite escono con bufala e quante senza, per servizio e per cameriere, e il tasso di upgrade si legge insieme allo scontrino medio.

Quanto vale un upgrade: costo, prezzo e margine

UpgradeCosto in piùPrezzo in cartaNetto (÷ 1,10)Margine dell'upgrade
Bufala al posto del fiordilatte0,70 €+2,00 €1,82 €1,12 €
Burrata aggiunta1,00 €+3,00 €2,73 €1,73 €
Porzione grande di patate0,18 €+1,50 €1,36 €1,18 €

Domande frequenti

Qual è la differenza fra upselling e cross-selling?

L'upselling propone una versione superiore di quello che il cliente ha già scelto: bufala invece del fiordilatte, bottiglia invece del calice. Il cross-selling aggiunge qualcosa che non aveva scelto: il contorno, il dolce, il caffè. Il primo alza il valore di una riga del conto, il secondo aggiunge una riga. Entrambi alzano lo scontrino medio e vanno misurati separatamente.

Quanto si deve far pagare un'aggiunta in carta?

Circa il triplo del suo costo di ingredienti, al lordo dell'IVA. Una bufala che costa 0,70 € in più del fiordilatte va a +2,00 € in carta: 1,82 € netti, margine 1,12 €. Sotto il doppio l'aggiunta non ripaga il lavoro di tenerla; sopra il quadruplo il cliente la percepisce come un sovrapprezzo e la rifiuta. Il prezzo va scritto in carta, mai lasciato alla sala.

L'upselling infastidisce i clienti?

Solo se è pressione. Una variante scritta in carta con il prezzo non infastidisce nessuno: il cliente la vede e decide. Una proposta in sala fatta una volta, su una cosa che migliora davvero il piatto, è servizio. Insistere, o proporre la cosa più cara invece della migliore, è quello che si legge nelle recensioni. La misura è il tasso di upgrade: se resta sotto il 10% dopo un mese, la proposta è sbagliata.

Come si misura se l'upselling funziona?

Con il tasso di upgrade per piatto: ordini con la variante diviso ordini del piatto. Nell'esempio, 229 upgrade su 1.143 coperti sono il 20%. Si legge per settimana, per servizio e per cameriere, insieme allo scontrino medio. Se lo scontrino sale e il tasso di upgrade no, il merito è del cross-selling o dei prezzi, non dell'upselling.

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