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Glossario della ristorazione

Rotazione dei tavoli (table turnover)

Quante volte un tavolo viene occupato nello stesso servizio. Con 60 posti e 90 coperti a cena la rotazione è 1,5. Più rotazione, più coperti con gli stessi costi fissi: è la leva principale dove lo scontrino medio è basso.

La rotazione dei tavoli è il rapporto fra i coperti serviti in un servizio e i posti a sedere disponibili. Con 60 posti e 60 coperti la rotazione è 1: ogni sedia è stata usata una volta. Con 90 coperti è 1,5, con 120 è 2. Ogni rotazione in più sono coperti serviti con la stessa sala, lo stesso affitto e quasi lo stesso personale.

Si governa con i tempi: durata media del pasto, intervallo fra le prenotazioni, velocità della cucina e della sala, tempo che passa fra l'ultimo caffè e il conto. Non è un numero che si decide a tavolino: è il risultato di come il servizio è organizzato.

Non è il RevPASH, che le aggiunge lo scontrino medio, e non è il numero di coperti, che dipende anche da quanto è grande la sala. Nei locali con scontrino basso è la leva principale del fatturato; nel fine dining si rinuncia alla rotazione in cambio dello scontrino, e i due modelli non si confrontano.

Formula

Rotazione = Coperti serviti nel servizio ÷ Posti a sedere disponibili

Esempio

Trattoria da 60 posti, scontrino medio 28 € netti, margine di contribuzione 57,1%. Da una rotazione di 1 a una di 1,5 sono 30 coperti in più a sera: 840 € di ricavi netti e 480 € di margine, perché i costi fissi sono già pagati. Su 26 serate al mese fanno 12.480 € di margine.

Perché conta in un ristorante

I costi fissi della trattoria dell'esempio sono 577 € al giorno e non cambiano se servi 36 o 90 coperti. Fino a 36 coperti li stai pagando; dal 37esimo in poi ogni coperto lascia il 57,1% dello scontrino in cassa. La rotazione è il modo di arrivare al 37esimo e oltre senza una sala più grande, cioè senza altri costi fissi.

I numeri della tabella sono teorici: in pratica i clienti arrivano tutti fra le 20 e le 21, e la seconda rotazione esiste solo se la sala si svuota in tempo per accoglierli. Per questo i locali che ruotano davvero lavorano sugli slot di prenotazione e sui tempi di cucina, non sulla fretta in sala.

Come si alza senza rovinare il servizio

  • Slot di prenotazione con durata dichiarata: 19:30 e 21:30 per un pasto da 90 minuti. Il cliente lo sa prima e nessuno lo mette fretta dopo.
  • Cucina che chiude i tempi fra le portate: il primo a 15 minuti dalla comanda, il secondo a 15 dal primo. Il tempo del pasto lo decide la cucina più della sala.
  • Carta più corta: meno piatti, meno tempo per scegliere, meno tempo per cucinare.
  • Conto portato con il caffè, pagamento al tavolo o con il QR: i 10-15 minuti fra «il conto, grazie» e il tavolo libero sono la rotazione che si perde più spesso.
  • Tavoli da due che si uniscono invece di tavoli da quattro occupati da coppie: il layout vale mezza rotazione nei locali piccoli.
  • Gestione dei no-show: una tolleranza di 15 minuti e una lista d'attesa trasformano il tavolo prenotato e vuoto in un coperto.

Gli errori più comuni

  • Mettere fretta: il cliente che si sente cacciato spende meno e non torna, e lo scontrino scende più di quanto salga la rotazione.
  • Misurare la rotazione sulla capienza teorica del locale invece che sui posti aperti quel servizio.
  • Promettere una seconda rotazione alle 21:30 con una cucina che fa uscire il secondo in 40 minuti: si accumula il ritardo e si perdono entrambe.
  • Inseguire la rotazione nel fine dining: lì il modello è lo scontrino, e un pasto da tre ore è il prodotto.
  • Contare la rotazione senza lo scontrino: due rotazioni a 18 € valgono meno di una a 40. Il numero che li tiene insieme è il RevPASH.

Come si misura ogni giorno

Servono tre numeri per servizio: coperti serviti, posti disponibili e durata media del pasto, cioè il tempo fra la prima comanda e la chiusura del conto del tavolo. I primi due danno la rotazione; il terzo dice da dove viene. Se la rotazione è bassa con un pasto da 70 minuti, il problema è il riempimento o gli slot; se è bassa con un pasto da 130 minuti, sono i tempi di cucina e di sala. Letta insieme allo scontrino medio per servizio diventa il RevPASH, e il confronto fra il martedì e il sabato dice dove intervenire.

Rotazioni teoriche in un servizio di 4 ore, con 10 minuti per riassettare il tavolo

Durata media del pastoRotazioni possibiliCoperti su 60 posti
60 minuti3,4205
75 minuti2,8169
90 minuti2,4144
120 minuti1,8110

Domande frequenti

Come si calcola la rotazione dei tavoli?

Coperti serviti nel servizio diviso i posti a sedere disponibili. Con 60 posti e 90 coperti a cena la rotazione è 1,5. Si calcola per servizio e per giorno della settimana, sui posti davvero aperti quella sera: se il dehors è chiuso, non si conta. La media del mese nasconde la differenza fra il martedì e il sabato, che è quella che conta.

Qual è una buona rotazione dei tavoli?

Dipende dal tipo di locale. Una pizzeria o una trattoria con scontrino medio basso lavora bene fra 1,5 e 2 rotazioni a cena; un ristorante con pasto da due ore sta fra 1 e 1,3; nel fine dining la rotazione è 1 per scelta. Il confronto utile non è con un riferimento esterno ma con il proprio sabato di un mese fa.

Quanto vale una rotazione in più?

I coperti in più per lo scontrino medio netto per il margine di contribuzione, perché i costi fissi della serata sono già pagati. Nella trattoria da 60 posti passare da 1 a 1,5 sono 30 coperti da 28 € netti: 840 € di ricavi e 480 € di margine a sera, 12.480 € di margine al mese su 26 serate. A patto che lo scontrino non scenda.

Come si alza la rotazione senza mettere fretta ai clienti?

Con i tempi che il cliente non vede: slot di prenotazione con durata dichiarata, cucina che tiene 15 minuti fra le portate, carta più corta, conto portato con il caffè e pagamento al tavolo. La fretta in sala è l'unico strumento che non funziona: abbassa lo scontrino e fa perdere il cliente, cioè costa più di quanto rende.

Questi numeri, sul tuo locale

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