Lista panini per paninoteca: 50 idee divise per categoria, con food cost e prezzo

13 ottobre 2026
Una lista panini per paninoteca che funziona ha fra 12 e 18 panini, divisi in quattro o cinque categorie, costruiti su tre o quattro tipi di pane e su una dispensa che ogni ingrediente usa almeno due volte. Non quaranta panini: ogni riga in più è un ingrediente aperto in frigorifero, una preparazione in più nelle ore di punta e un prezzo in più da difendere.
Qui sotto trovi 50 idee divise per categoria, da cui scegliere le tue 15. Poi i numeri: quanti panini mettere in lista in base al locale, quale pane usare, quanto costa davvero un panino riga per riga e come arrivare al prezzo. Chi cerca ricette da fare a casa è nel posto sbagliato: questa è una lista per chi i panini li vende.
Quanti panini mettere in lista
Il numero giusto dipende da quante mani hai al banco e da quanto spazio ha il frigorifero, non dalla fantasia. Una regola che regge: ogni panino in lista deve uscire almeno una volta al giorno. Se non succede per due settimane, quel panino occupa un ingrediente e un posto in carta che spettano a un altro.
| Formato | Panini in lista | Tipi di pane | Perché |
|---|---|---|---|
| Chiosco o food truck | 6-10 | 1-2 | Una piastra, una persona, pochi ingredienti aperti |
| Paninoteca di quartiere | 12-18 | 3-4 | Classici che fanno volume più quattro o cinque firme |
| Paninoteca gourmet o pub | 10-14 | 2-3 | Pochi panini, descritti bene, con margine alto |
| Bar con pausa pranzo | 8-12 | 2 | Panini pronti al mattino, due o tre da farcire al momento |
Dentro quel numero, la struttura che funziona meglio è questa: quattro o cinque classici che fanno i volumi, due o tre burger, tre o quattro panini firma che nessun altro ha, due vegetariani progettati davvero e uno o due stagionali che cambiano ogni tre mesi e danno un motivo per tornare.
La lista: 50 panini per categoria
Gli ingredienti sono indicati per esteso perché è così che vanno scritti in carta: il nome di fantasia incuriosisce, la riga degli ingredienti vende. Le grammature indicative servono per il calcolo del costo e stanno più avanti.
Classici italiani (10)
Sono quelli che reggono il locale. Non vanno reinventati: vanno fatti bene, con lo stesso pane e la stessa grammatura ogni volta.
- Prosciutto crudo e mozzarella, ciabatta, olio extravergine
- Cotoletta di pollo, lattuga e maionese, panino al latte
- Porchetta e cicoria ripassata, rosetta
- Salsiccia e friarielli con provola, ciabatta
- Tonno, pomodoro e cipolla rossa, pane integrale
- Caprese: pomodoro, mozzarella, basilico e olio
- Bresaola, rucola e scaglie di grana con limone
- Mortadella, stracciatella e granella di pistacchio, focaccia
- Frittata di zucchine e provola, ciabatta
- Polpette al sugo e provola, panino morbido
Burger (8)
Il burger è il panino con il costo più prevedibile, perché la carne si porziona in anticipo. Il peso del disco va scritto in carta: 150 g o 180 g cambiano costo e percezione.
- Cheeseburger classico: manzo 150 g, cheddar, lattuga, pomodoro, cipolla, salsa della casa
- Smash burger doppio: due dischi da 80 g, cheddar, cipolla, senape e ketchup
- Bacon BBQ: manzo 180 g, bacon croccante, cheddar, cipolla fritta, salsa barbecue
- Crispy chicken: coscia di pollo fritta, insalata, cetrioli, maionese al lime
- Pulled pork e coleslaw: spalla di maiale sfilacciata, insalata di cavolo, salsa barbecue
- Gorgonzola e cipolla caramellata: manzo 180 g, gorgonzola dolce, cipolla rossa stufata
- Fish burger: filetto di merluzzo impanato, salsa tartara, lattuga
- Burger di legumi: ceci e lenticchie, pomodoro, yogurt alle erbe
Gourmet e panini firma (10)
Il panino firma è quello per cui il cliente parla del locale. Ne bastano tre o quattro, con un ingrediente che non si trova nelle altre paninoteche della zona e un nome proprio.
- Roast beef, salsa tonnata e capperi fritti, pane ai cereali
- Brie, speck e miele di castagno con rucola, pane rustico
- Pastrami, senape in grani e cetrioli in agrodolce, pane di segale
- Pollo alla griglia, guacamole e lime, panino al latte
- Burrata, pomodorini confit e pesto di basilico, focaccia
- Porchetta, salsa verde e cipolla croccante, rosetta
- Tagliata di manzo, rucola e scaglie di grana, ciabatta
- Baccalà fritto e salsa agrodolce di peperoni, panino morbido
- Culatello, fichi caramellati e caprino, pane ai cereali
- Polpo grigliato, crema di patate e paprika affumicata, ciabatta
Vegetariani e vegani (8)
Un panino vegetariano non è il classico senza l'ingrediente principale: va progettato con la stessa cura di gusto, consistenza e sazietà. Due in lista bastano, ma devono essere panini che ordina anche chi mangia carne.
- Melanzane grigliate, provola e pesto, ciabatta
- Hummus, verdure grigliate e salsa tahina, pane integrale (vegano)
- Falafel, insalata, pomodoro e salsa allo yogurt, pane pita
- Funghi trifolati, taleggio e noci, pane rustico
- Zucca arrosto, gorgonzola e noci, pane ai cereali
- Tofu marinato alla soia, cavolo cappuccio e sesamo, panino morbido (vegano)
- Frittata di cipolle e pecorino, rosetta
- Peperoni arrostiti, stracciatella e olive taggiasche, focaccia
Regionali (8)
Un panino regionale fatto bene racconta il locale meglio di qualunque descrizione. Se sei fuori dalla regione d'origine, scrivilo in carta: il cliente apprezza di più un «panino con la milza come a Palermo» che un nome che non capisce.
- Lampredotto con salsa verde, semelle (Firenze)
- Pane e panelle con cazzilli (Palermo)
- Pani ca' meusa, milza e polmone con caciocavallo (Palermo)
- Piadina con crudo, squacquerone e rucola (Romagna)
- Rosetta con mortadella tagliata spessa (Bologna)
- Cuzzetiello con polpette al ragù (Napoli)
- Puccia con capocollo, caciocavallo e pomodori secchi (Salento)
- Ciabatta con porchetta di Ariccia (Lazio)
Stagionali (6)
Uno o due a stagione, mai di più. Quando finisce la stagione il panino esce dalla carta: è il modo più semplice per avere una novità quattro volte l'anno senza allungare la lista.
- Primavera: asparagi, uovo sodo e crescenza, pane ai cereali
- Primavera: fave, pecorino e mortadella, rosetta
- Estate: pomodoro cuore di bue, tonno e cipolla di Tropea, pane integrale
- Autunno: zucca, speck e taleggio, pane rustico
- Autunno: funghi porcini, scamorza affumicata e timo, ciabatta
- Inverno: salsiccia, broccoli e scamorza, panino morbido
Il pane: tre o quattro tipi, non uno per panino
Il pane è l'ingrediente che pesa di più sulla gestione: va ordinato ogni giorno, scade in ventiquattro ore e ogni tipo in più è una scatola in più da finire. Il compromesso che regge è tre o quattro tipi, ciascuno assegnato ai panini in cui porta un vantaggio reale.
| Pane | Per quali panini | Note di gestione |
|---|---|---|
| Ciabatta o rosetta | Classici, regionali, tagliata | Si scalda bene, regge le farciture umide |
| Panino al latte o bun | Burger, cotoletta, pollo fritto | Morbido, assorbe le salse senza rompersi |
| Pane rustico o ai cereali | Gourmet, vegetariani, stagionali | Giustifica un prezzo più alto, si taglia a fette |
| Focaccia | Mortadella, burrata, peperoni | Vende da sola, ma secca in fretta |
Il pane surgelato precotto risolve lo spreco e la consegna giornaliera, a scapito di una parte del gusto. Per i burger è la scelta più comune; per i classici italiani il pane fresco si sente e il cliente lo nota.
Il food cost di un panino, riga per riga
Il panino ha un food cost percentuale più alto della pizza e di molti piatti: fra il 28% e il 38% è normale, perché il prezzo di vendita è basso e l'ingrediente principale incide molto. Per questo va calcolato: 20 g di prosciutto crudo in più a panino, su 25 panini al giorno, sono 3.600 € l'anno.
I prezzi sotto sono indicativi: sostituiscili con quelli delle tue fatture. L'IVA al 10% è già scorporata dal prezzo di vendita, perché il food cost si calcola sul prezzo netto.
| Prosciutto crudo e mozzarella | Cheeseburger classico | Brie, speck e miele | |
|---|---|---|---|
| Pane | ciabatta 90 g, 0,35 € | bun 80 g, 0,40 € | rustico 100 g, 0,45 € |
| Ingrediente principale | crudo 60 g a 24 €/kg, 1,44 € | manzo 150 g a 11 €/kg, 1,65 € | speck 50 g a 20 €/kg, 1,00 € |
| Formaggio | mozzarella 60 g a 9 €/kg, 0,54 € | cheddar 20 g a 10 €/kg, 0,20 € | brie 50 g a 12 €/kg, 0,60 € |
| Verdure e salse | olio e pomodoro, 0,10 € | lattuga, pomodoro, cipolla, salsa, 0,30 € | rucola e miele, 0,20 € |
| Costo del panino | 2,43 € | 2,55 € | 2,25 € |
| Prezzo in carta (IVA inclusa) | 7,00 € | 8,50 € | 9,00 € |
| Prezzo netto | 6,36 € | 7,73 € | 8,18 € |
| Food cost | 38,2% | 33,0% | 27,5% |
| Margine lordo | 3,93 € | 5,18 € | 5,93 € |
Due letture. La prima: il classico con il crudo ha la percentuale peggiore ma è quello che vende di più, e non va tolto: va porzionato con la bilancia, perché a 60 g regge e a 80 g non più. La seconda: il gourmet ha la percentuale migliore e lascia due euro in più a panino. Se vende la metà del classico, resta comunque il panino da mettere in evidenza.
Per fare questo conto sui tuoi panini c'è il calcolatore food cost gratuito: inserisci ingredienti, grammature e prezzi di acquisto e ottieni costo e percentuale senza foglio di calcolo.
Dal costo al prezzo
La formula è una: prezzo netto = costo del panino ÷ food cost obiettivo. Con un obiettivo del 32%, un panino che costa 2,43 € va venduto a 7,59 € netti, cioè 8,35 € con l'IVA, che in carta diventa 8,50 €. A 7,00 € lo stai vendendo sotto l'obiettivo di un punto e mezzo.
Qualche regola in più, specifica per la paninoteca:
- Il prezzo si arrotonda ai 50 centesimi, mai a 7,90 o 8,99: il cliente della paninoteca paga spesso in contanti e legge il prezzo in un secondo.
- La scala dei prezzi va da uno a due: se il panino più economico costa 6 €, il più caro non dovrebbe superare i 12. Oltre, il cliente non lo confronta più con gli altri panini ma con un piatto al ristorante.
- Le aggiunte si prezzano al triplo del costo: 20 g di bacon costano 0,30 € e si vendono a 1,00 €; una fetta di formaggio a 0,50 €. Scritte in carta, non decise al banco.
I quattro metodi per arrivare al prezzo, con gli esempi completi, sono nella guida su come calcolare il prezzo di vendita.
Il banco e il delivery non sono lo stesso panino
Un panino da 8,50 € al banco e lo stesso panino consegnato a casa non lasciano lo stesso margine. Sul delivery vanno aggiunti la scatola e il sacchetto (fra 0,35 e 0,60 € a ordine) e la commissione della piattaforma, che sta normalmente fra il 25% e il 30% del prezzo. Il cheeseburger dell'esempio, venduto a 8,50 € su una piattaforma al 30%, lascia 5,41 € netti: tolti 2,55 € di ingredienti e 0,45 € di confezione, restano 2,41 € contro i 5,18 € del banco.
Le soluzioni sono due, e si possono combinare: un listino delivery più alto del 15-20%, come fanno quasi tutte le catene, oppure una lista delivery più corta, con solo i panini che reggono il trasporto e hanno il margine migliore. Il crudo e mozzarella arriva bene; il crispy chicken arriva molle.
Tenere la lista aggiornata senza rifare i conti
Il problema di questo lavoro non è farlo una volta: è che i prezzi di acquisto cambiano. Il prosciutto crudo passa da 24 a 27 €/kg e il food cost del classico sale dal 38% al 41% senza che nessuno se ne accorga, perché la tabella era stata fatta a gennaio.
Con il gestionale di ricette di Qubi ogni panino è una ricetta con grammature e pane; il software food cost aggiorna il costo quando arriva la fattura del fornitore con un prezzo diverso, e il controllo dei rincari segnala quale ingrediente è salito e di quanto. La lista in carta la cambi quando decidi tu; il costo sotto ogni panino, invece, è sempre quello di oggi. Se usi un menu digitale con QR code, anche il prezzo cambia senza ristampare.
Domande frequenti
Quanti panini deve avere una paninoteca?
Fra 12 e 18 per una paninoteca di quartiere, 6-10 per un chiosco o un food truck, 10-14 per un locale gourmet. La regola è che ogni panino in lista esca almeno una volta al giorno: se non succede per due settimane, va sostituito.
Qual è il food cost di un panino?
Fra il 28% e il 38% del prezzo netto, più alto di pizza e primi piatti perché il prezzo di vendita è basso e l'ingrediente principale pesa molto. Un classico con il prosciutto crudo sta intorno al 35-38%, un burger al 30-33%, un panino gourmet con formaggio e salume al 25-30%.
Come si calcola il prezzo di un panino?
Si parte dal costo degli ingredienti pesati, si divide per il food cost obiettivo e si aggiunge l'IVA al 10%. Un panino che costa 2,50 € con un obiettivo del 32% va venduto a 7,81 € netti, cioè 8,59 € con IVA, arrotondati a 8,50 €. Il risultato si confronta poi con i prezzi della zona, non il contrario.
Che pane usare in una paninoteca?
Tre o quattro tipi, non di più: una ciabatta o rosetta per i classici, un panino al latte o bun per burger e fritti, un pane rustico o ai cereali per gourmet e vegetariani, eventualmente una focaccia. Ogni tipo in più è una consegna in più e uno spreco in più a fine giornata.
Quali panini vendono di più in una paninoteca?
I classici: prosciutto crudo e mozzarella, cotoletta, porchetta, salsiccia e friarielli, e il cheeseburger. Fanno fra il 50% e il 60% dei volumi in quasi tutte le paninoteche. I panini firma vendono meno ma lasciano più margine, e sono quelli da mettere in evidenza in carta.
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